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La vergogna degli alberi in piazza Umberto I

     

Non siamo riusciti a conoscere i nomi di coloro che, a diverso titolo, sono stati responsabili di aver fatto impiantare, verso la fine degli anni Cinquanta, gli alberi in Piazza Umberto I, nè coloro che hanno scelto questa varietà di ficus ultra fronzuto (forse ficus beniamina); si dice che per la vergogna di questa insana scelta, i responsabili si siano dedicati prima all'ippica e poi, per espiare la colpa, abbiano scelto una vita monacale per il resto dei loro giorni nel lontano Tibet.

    Scherzi a parte, la cosa più strana, però,  è quella che, nonostante tutti o quasi tutti concordino nel togliere questi alberi, fino ad oggi non c'è stata una sola amministrazione comunale che li abbia espiantati (per andarli poi a piantare da un’altra parte) per sostituirli con altri più eleganti e meno fronzuti: ad esempio, delle palme o degli alberi di… arancio selvatico sarebbero perfetti. I sostenitori, pochissimi, della permanenza degli alberi in piazza si richiamano a diverse motivazioni: …per principio gli alberi non si toccano, …gli uccelli ci abitano, …l’ombra che producono nelle giornate assolate, ecc.; alcuni sostenitori addirittura propongono …una pubblica impiccagione (sic) per chi pensa solo a toglierli; altri poi …li umanizzano al punto tale che …li vedono pazienti mentre ascoltano e memorizzano i discorsi della gente che frequenta la piazza.

    Elenchiamo adesso delle valide ragioni per sostituire (o anche togliere e basta) gli alberi di Piazza Umberto I.   

    Prima ragione: le enormi chiome di questi ficus impediscono la vista completa della facciata della chiesa Madre e degli antichi palazzi Rosso e Nocera.

    Seconda ragione: la presenza degli alberi nell'area della piazza oltre a rompere la sua unità spaziale crea un effetto ottico riduttivo delle sue dimensioni, mortificandone l'importanza e la priorità di piazza principale dell'antico centro storico murato.

    Terza ragione: gli alberi della piazza creano una netta divisione dal contesto commerciale, con relativi effetti economici negativi, delle attività che si svolgono nelle case dei palazzi prospicienti la stessa piazza.

    Quarta ragione: le radici di questi ficus super fronzuti hanno la tendenza ad aumentare lo spessore e la lunghezza delle loro radici, anche grazie alla potatura periodica dei rami; e, infatti, questa prerogativa naturale della pianta sta producendo squinternamenti e danneggiamenti (per la seconda volta nel giro di un decennio) alla pavimentazione della piazza, senza considerare il danno economico che il Comune subirà poi per rifarla interamente.

    Quinta ragione: la fruttificazione che produce questo tipo di albero è costituita da piccole bacche nere e oleose le quali, cadendo dopo la maturazione, impiastrano e sporcano di nero il lastricato della piazza.

    Sesta ragione: la presenza degli alberi limita la fruizione della piazza perchè la loro chioma impedisce a molta gente la visione di manifestazioni musicali e canore che in particolare si tengono durante diverse feste; ed è spesso questa la ragione del dirottamento sul lungomare di Macchitella degli spettacoli con il risultato, da una parte, di una significativa penalizzazione economica ai danni dei commercianti del centro storico, dall'altra, una forte carenza di servizi per la popolazione che assiste alle stesse manifestazioni.

    Settima ed ultima ragione: la foltissima chioma dei ficus impedisce l'irraggiamento della pubblica illuminazione, infatti,  nonostante la presenza di ben 18 lampade a vapori di sodio disposte sui sei lampioni, tutta la piazza risulta insufficientemente illuminata.

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