ARCHEOCLUB D'ITALIA - SEDE DI GELA

3. Necropoli di Disueri

Per visitare l'area archeologica e la diga contattare il Consorzio di Bonifica  oppure chiedere con cortesia (ma senza insistere) ai custodi.

Già prima che sulle coste orientali e meridionali della Sicilia si riversasse la colonizzazione greca, il territorio attorno allodierna Gela era, per ampio raggio, densamente abitato da gruppi più o meno forti di popolazione indigena, vivente in stadi progressivamente evoluti di civiltà, che traevano dalla pastorizia e dalla fertilità del suolo gli elementi della loro vitalità e del loro sviluppo. Più fittamente abitato ci appare il territorio di Gela fin dallEtà del Bronzo (2000 anni a.C.), quando le culture isolane sembrano raggiungere un loro più saldo assestamento. Di esse abbiamo tracce dappertutto; da Molino a Vento a Piano Notaro (cultura di San Cono(19)), da Manfria a Desusino ed in tutte le alture a Nord dellentroterra gelese. E proprio tra queste alture che si snodava e si snoda il fiume Gela, una via fluviale destrema importanza sui cui margini delle rocce scoscese si costituì un aggregato di diversi abitati protostorici costituenti un unico organismo militare e politico, ovvero il centro protostorico della tarda Età del Bronzo del Disueri, non soltanto il più notevole di questi luoghi, ma addirittura tra i più vasti e popolosi della Sicilia, paragonabile a quello di Pantalica.   Come nei villaggi dei Sicani che avevano tempo prima costellato la pianura di Gela, anche qui i vari agglomerati abitativi erano fatti di capanne, a pianta generalmente circolare. Purtroppo ancora nulla si conosce come esperienza diretta di questi villaggi, dal momento che le ricerche archeologiche si sono indirizzate alle necropoli che furono cavate con meravigliosa industria sui fianchi e sulle balze delle diverse alture in corrispondenza dei villaggi che ne occupavano la sommità. Fino ad oggi le tombe esplorate si aggirano attorno alle duemila contro altre migliaia che ancora risultano non censite. I reperti trovati fino ad oggi dentro le tombe a colombaia scavate nella roccia sono costituiti soprattutto da ceramica a superficie rossa traslucida e da oggetti in metallo come fibule, spade, rasoi, ecc.

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