ARCHEOCLUB D'ITALIA
- SEDE DI GELA
4. L'acropoli
di Molino a Vento

(Fruibile a pagamento)
Sulla
collinetta di Molino a Vento, all’estremità orientale di Gela,
era situata l’acropoli della città arcaica, in posizione
predominante rispetto alla foce del fiume omonimo. Gli scavi, effettuati
in diversi periodi (iniziati nel 1906 da Paolo Orsi) e ancor’oggi
in corso d’opera, hanno rivelato sotto il piano greco arcaico un
ricco strato protostorico contenente ceramica dell’Età del Rame
e del Bronzo. In particolare, sono state portate alla luce quattro tombe a
fossa circolare circondate e chiuse da lastre di pietra in posizione
verticale; sopra i resti di questo villaggio protostorico i coloni
rodio-cretesi costruirono i templi e i santuari della nuova città.
Questa zona,
inoltre, fu incendiata e distrutta dai Cartaginesi nel 405 a.C. e
ripopolata a partire dal 339 a.C.; il fianco nord dell’acropoli
fu tagliato a terrazze e su di essa furono costruite case e botteghe e
sacelli divisi da una serie di strade
(stenopoi), della larghezza di 4 metri e alla distanza di 30,50
metri l’una dall’altra, tutte perfettamente
perpendicolari all’asse viario principale (plateia) che
divideva tale area a Nord, dal settore templare d’Athena (athenaion)
a Sud; fondazioni e muri delle case sono costruiti con scaglie di pietra
legate con argilla, mentre gli angoli sono rinforzati da blocchi regolari
di calcare; in altri muri si riscontra una tecnica mista; blocchi di
calcare alternati a riquadri di scaglie di pietra.
Nel 1927 nella zona di dune sabbiose mobili dell’acropoli furono
realizzati il Belvedere e il Parco delle Rimembranze nel cui interno fu
eretto un monumento ai caduti terranovesi della Grande Guerra, opera dello
scultore palermitano Pasquale Civiletti.
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