ARCHEOCLUB D'ITALIA - SEDE DI GELA

 

Museo Archeologico Regionale di Gela

Comune di Gela

MOSTRA CONVEGNO

20 dicembre 2008, ore 18,30

 

 

Uno scavo in Museo: Paolo Orsi e il baule ritrovato

Relatori

Prof. G. Bejor

Dott.ssa C. Lambrugo

Prof. Nuccio Mulè

 

La mostra rimarrà aperta dal 20 dicembre 2008 al 20 gennaio 2009

 

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Da “La Sicilia” di venerdì 24 dicembre 1982

 

Preziosi reperti archeologici “scoperti” nel municipio di Gela

 

Preziosi reperti archeologici risalenti al 7° ed al 4° secolo a.C. sono stati scoperti, in maniera alquanto singolare, a Gela. Erano conservati in una vecchia cassa di legno, custodita nell'archivio del Municipio di Gela. La. scoperta è stata fatta lunedì scorso dallo storiografo gelose Nuccio Mule, un giovane professore del liceo scientifico «Elio Vittorini», da qualche anno impegnato in un'appassionata ricerca di notizie e documenti sulla Gela antica. Mule, autore di due pubblicazioni (Appunti su Terranova di Sicilia e «Relazione antica d'istoria terranovese», che è una decifrazione di un manoscritto del Settccento dello storico locale Benedetto M. Candioto), sta conducendo proprio in questi mesi ricerche riguardanti aspetti socio-economici, artistici e folkloristici di Gela a partire dai primi anni dell'Ottocento. Nell'ambito di questa sua attivita lunedì scorso si è reca to in Municipio, e precisamente nell'archivio comunale. Qui ha rinvenuto una cassa, originariamente adibita alla custodia di una mitragliatrice, contenente decine di reperti archeologici. Nuccio Mule, rendendosi conto dell'importanza della scoperta, ha informato le autorità comunali, le quali, a loro volta, hanno awisato la sevrintendenza alle antichità di Agrigento. Al Comune è intervenuto, quindi, personale del locale museo, che ha sigillato la cassa. Mercoledì mattina alla presenza del vice «sindaco Liardi, il personale del mu- seo ha provveduto all'inventario del materiale, che subito dopo è stato trasferito al museo archeologico. Nella cassa sono stati ri-trovati diversi vasi acromi di fabbricazione locale risalenti al 7° secolo a.C., vasetti di origine preca con decorazioni di color rosso su fondo nero, risalenti al 4° secolo a. C., un frammento di vaso sulla cui superficie è raffigurata una vestale; alcune piccole teste di terracotta; oggetti oer riti religiosi (una pisside, un un-guentario, eccetera): una base di un piccolo altare con frammenti di zampe di Ieone; alcune lucerne e diversi pesi; una punta di lancia in bronzo; frammenti di una mandibola con premolare e molare in buono stato di conservazione; nonché altri oggetti e frammenti di antica fattura. Secondo quanto ha potuto accertare lo stesso prof. Mulè. attraverso una prima sommaria indagine storiograftca, nella primavera del 1899 nella «vanella Cuba» (l’attuale via Mario Aldisio Sammito e vie adiacenti) nel corso di lavori di pavimentazione furono portati alla luce circa 500 sarcofaghi contenenti un enorme quantitativo di oggetti risalenti all’età ellenica. Gli scavi furono coordinati dall'allora direttore del regio museo archeologico di Siracusa. prof. Paolo Orsi. Tutto il prezioso materiale venne temporaneamente custodito dal consigliere comunale e scrittore gelese Mario Aldisio Sammito, il quale, dopo qualche tempo, lo faceva pervenire al Comune di Terranova. A due anni dal ritrovamento, Paolo Orsi consigliava le autorità comunali di Terranova a donare il materiale al museo archeologico di Siracusa. L'amministrazione dell'epoca però non fu d'accordo. E infatti, cori delibera n. 590 del 31 maggio 1901, avente per oggetto «oggetti rinvenuti nelle vie del Borgo-Risposte al direttore Orsi», decideva che metà del reperti ritrovati dovevano rimanere a Terranova come proprietà del Comune, in base ad un contratto stipulato il 6 agosto del 1900 dalla civica amministrazione ed il Ministero della Pubblica Istruzione. Il materiale ritrovato lunedì da Nuccio Mule è soltanto una parte alquanto limitata di quello conservato negli archivi comunali prima della costruzione dell'attuale Palazzo di città. Ma probabilmente quello mancante o è andato distrutto oppure (ipotesi più verosimile) è stato trafugato.

ELIO CULTRARO

 

 

Dal Giornale di Sicilia di venerdì 14 dicembre 1982

 

Nell’archivio del Comune reperti archeologici

dimenticati da un secolo

 

Una interessante scoperta di materiale archeologico è stata fatta nei giorni scorsi a Gela. La sede del rinvenimento ha, invero, dell'insolito. I reperti giudicati dai tecnici del museo archeologico gelese «molto validi a livello di studio» — sono stati ritrovati, infatti, nell'archivio comunale, casualmente, da uno studioso. Il materiale, custodito in una cassa da mitragliatrice, è costituito da vasi, anforette, frammenti di crateri figurati, da una pisside, da un unguentario, statuette di terracotta e da una punta di lancia in bronzo, e viene fatto risalire all'epoca tra il IV ed il V secolo a.C. Il prof. Nuccio Mule, un apprezzato studioso che ha già alle spalle una pubblicazione intito- lata «Appunti su Terranova di Sicilia», stava rovistando nel piano superiore dell'archivio comunale, dove è conveniente recarsi con tanto di maschera da chirurgo, tanta è la polvere che vi risiede. Mule ha visto questa cassa, l'ha aperta e con grande sorpresa vi ha trovato dentro i reperti, che hanno a prima vista un inestimabile valore archeologico. Ha avvertito il capo dell'amministrazione comunale, che ha chiesto l'intervento dei tecnici del museo, che a loro volta, avvertita la sovrintendenza alle antichità di Agrigento, hanno sigillato la cassa, lasciata incustodita nel palazzo comunale. Il prof. Mule ha fatto una sommaria ricostruzione del come e del perché quel materiale si trovava in quel posto, dimenticato da tutti. Racconta che durante una campagna di scavi promossa alla fine dell'800 dall’allora sovrintendente al museo archeologico di Siracusa, tale Paolo Orsi, venne rinvenuto in varie zone di Gela (parco delle Rimembranze, Capo Soprano, rione Borgo , ecc.) una gran quantità di reperti archeologici. Orsi avrebbe voluto portare a Siracusa tutto il materiale rinvenuto, ma l'amministrazione comunale del tempo, presieduta dal sindaco comm. Antonino Nocera, con deliberazione proposta dal consiglio comunale recante il n. 590 del 1901, decise di trattenere per sé la metà del materiale rinvenuto nel corso degli scavi. E’ probabile che il materiale ritrovato in questi giorni e cu-stodito proprio nell'archivio comunale possa essere quello spettato al Comune. Mulè ritiene comunque che molte cose sono andate disperse, magari durante la ricostruzione dell'edificio comunale ed il recupero di questi giorni è stato possibile solo perché il materiale era stato custodito nella cassa. I reperti saranno in questi giorni esaminati da esperti della sovrintendenza, che disporranno un immediato restauro. Si tratta di materiale greco di importazione, e in parte proveniente da fabbriche locali. Tra questo un frammento di arula, un altarino con due zampe a forma di testa di leone.

                                                                                              Rocco Cerro

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