ARCHEOCLUB D'ITALIA - SEDE DI GELA

Dopo la distruzione di Gela nel 282 a.C. ad opera di Phintia e dei Mamertini, sulle sue rovine incombe "una lunga notte di silenzio" che dura più di un millennio. La venuta dei Romani in Sicilia, databile al 264 a.C., fu richiesta dai Mamertini per rompere l’assedio a Messina nei loro confronti ad opera dei Cartaginesi e dei Siracusani. Con la prima guerra punica (264-241 a.C.) Roma, non solo assestava un colpo decisivo alla potenza cartaginese, ma praticamente s’impossessava della Sicilia, la quale fu dichiarata "provincia" (ovvero terra vinta). Intorno alla metà del V sec. d.C. la Sicilia subì diverse incursioni dei Vandali, i quali, dopo essersi attestati nella costa occidentale e quindi probabilmente anche nei Campi Geloi, nel 468 d.C. riuscirono ad impadronirsi di tutta l’Isola che tennero fino al 476. Nel 491, la Sicilia fu conquistata dai Goti al comando di Teodorico. Tra il V e il VI secolo d.C., si ha una certa rivitalizzazione di tutta la pianura, pur senza arrivare ancora ad insediamenti urbani, con la ricomparsa di piccoli approdi e centri abitati come quello di Manfria; inoltre, la presenza nel retroterra gelese, ma anche nella sua collina, di fattorie e modesti villaggi agricoli su qualche dosso sopraelevato o su qualche bassa collina emergente tra le paludi o le boscaglie, potrebbe riferirsi alla "massa quae dicitur Gelas" (da un’epistola di Gregorio Magno) appartenente alla Plaga Calvisianis riportata dall’Itinerarium Antonini . Tra il 535 e il 878 d.C., anni d’inizio e fine della dominazione dell’Impero Romano d’Oriente nell’Isola, nel territorio di Gela vissero popolazioni bizantine e la chiesetta di S. Biagio, all’interno del Cimitero monumentale, probabilmente ne è una dimostrazione. Alla dominazione di Bisanzio seguirono poi quella Araba e, a partire dal 1061, quella Normanna per poi passare a quella Sveva. La dominazione araba del territorio di Gela si può collocare a cavallo dei secoli IX e XI, in particolare, gli Arabi sbarcarono in Sicilia il 17 giugno dell’827 essendo stati richiamati da Eufemio, un rinnegato bizantino in disaccordo con Costantinopoli; il perno della loro presenza nel territorio di Gela divenne Butera perchè da questa città fortificata si assicurava il controllo e il dominio della piana; nel 1099 i Normanni, però, la espugnarono partendo proprio da Gela, loro caposaldo. Cadeva così uno degli ultimi baluardi della dominazione araba nell’Isola anche se essa non fu subito soppiantata perchè era di livello superiore ed anche perchè era capillarmente diffusa. Gli ultimi decenni della dominazione araba in Sicilia furono insanguinati da guerre intestine di stessi musulmani che si erano divisi in tre fazioni; il che favorì, nell’arco di trent’anni (1060-1091), la presa dei Normanni dell’Isola con Ruggero chiamati da Thumma per meglio difendersi dai suoi avversari. Con la conquista normanna si avviò un processo di trasformazione dell’assetto territoriale e di ridistribuzione della popolazione sul territorio che continuò per tutto il XII secolo e su cui Federico II intervenne, dandogli connotati che poi si manterranno, nei loro aspetti essenziali, fino all’avvio del processo di colonizzazione tardo-cinquecentesca e secentesca.

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