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SEDE DI GELA
Terranova,
presidiata e difesa da fortificazioni, dotata di lì a poco di un
approdo (il Reale Caricatoio) per il commercio di derrate e di merci,
dopo pochi decenni divenne il secondo centro più popoloso di tutta la
Sicilia orientale, preceduta solo da Messina e seguita a grande distanza
da città come Catania, Caltagirone e Siracusa.
Dopo la
morte di Federico II, avvenuta nel 1250, gli succedette nel Regno di
Sicilia il figlio Corrado IV che a soli ventisette anni moriva lasciando
la reggenza del Regno a Manfredi poichè il figlio Corradino erede al
trono aveva solamente due anni. Da quel periodo in poi Terranova seguì
le sorti di tante altre città dell’Isola; si ricorda, in particolare,
la sua partecipazione al Vespro nel 1282, una rivoluzione sanguinosa e
rabbiosa di popolo contro l’oppressione feroce e odiosa di Carlo D’Angiò
a cui il papa francese Clemente IV aveva offerto in feudo il Regno di
Sicilia.
L’Isola,
in seguito, per scongiurare il pericolo di un ritorno degli Angioini,
offerse la corona a Pietro III, re d’Aragona, a cui succedette
Federico III, ultimo grande re di Sicilia. Dopo Federico III la storia
dell’Isola si oscura paurosamente fino a perdere la sua indipendenza,
passando prima sotto il dominio aragonese e dopo sotto quello spagnolo
che durò per ben tre secoli (dal 1412 al 1713) gravando sull’Isola
con un duro regime fondato sui privilegi e il fiscalismo.
Nel 1369
Terranova fu data in feudo da Federico III prima a Manfredi di
Chiaromonte, settimo conte di Modica, e poi in feudo e baronia a Pietro
de Planellis; ma, il 15 marzo del 1396 Re Martino con diploma la
reintegrò al regio demanio; con lo stesso diploma quel sovrano, in
riguardo alla devozione e ai servizi resi in tempo di guerra dai
Terranovesi, concesse loro e donò i ricavati delle gabelle dell’erbaggeria
al fine di poter riparare le mura della città per premunirla dalle
rovinose incursioni turche e barbaresche. Nel 1401 lo stesso Re, con
altro diploma, abolendo qualsiasi precedente concessione, dichiarò
demaniale tutto il territorio di Terranova e confermò la moratoria dei
debiti per otto anni a chiunque intendesse trasferirsi a
Terranova-Heraclea. Nel corso del secolo, tuttavia la popolazione non
aumentò, nonostante le iniziative dei sovrani, sia per la presenza
endemica della malaria nella pianura, sia per le pestilenze che si
verificarono (1455 e 1465).
Agli inizi
del XVI secolo Terranova, dopo diversi trasferimenti passò alla
famiglia Tagliavia Aragona e poi ancora (con il matrimonio di Giovanna,
figlia di Diego Tagliavia, con Ettore Pignatelli) ai duchi
di Monteleone.

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