Gela 8 gennaio 2010

 

Alla cortese attenzione del Dirigente della

Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Caltanissetta

e p.c.

all’Assessore Regionale ai BB.CC. e P.I

al Commissario Straordinario del Comune di Gela

al Presidente della Provincia Regionale

ai mass-media

 

    Dalla lettura dell’articolo di domenica 3 gennaio u.s. a pag. 7 de La Sicilia (di cui si allega copia), si apprende con vivo rammarico la notizia del rientro delle casse con i "legni", che compongono il relitto della nave greca, non a Gela ma a Caltanissetta.

    Pensiamo che ci siano state delle buone ragioni per questa scelta della Soprintendenza. Comunque sia, è incontrovertibile che i reperti della nave devono rientrare a Gela, per questo gli scriventi chiedono alla S.V. quali dovrebbero essere le misure da prendere per conservare a Gela tali reperti in luogo sicuro nell'attesa che si realizzi il nuovo museo delle Navigazione Antica. Si chiede, inoltre,  di sapere a che cosa in particolare si riferisce la “perizia”, di cui si scrive nel suddetto articolo.

    Per quanto riguarda la sicurezza  dei reperti, qualora il riferimento fosse per i locali di Bosco Littorio, gli scriventi hanno avuto assicurazione da parte di alcuni imprenditori gelesi di essere in grado di allestire in breve tempo, gratuitamente, un adeguato sistema di allarme, collegato con le Forze dell’Ordine,  e una videosorveglianza con telecamere e videoregistratore 24 ore su 24 con possibilità di collegamento in tempo reale tramite internet da qualsiasi posto.

    Si resta in attesa delle delucidazioni richieste.

 

Arch. Francesco Salinitro

Associazione  Senso Civico

 

Prof. Nuccio Muè

Archeoclub d’Italia – sede di Gela

 

Avv. Paolo Capici

Associazione H Diversamente Abili

 

Dott. Filetti Giuseppe

Comitato Centro Storico di Gela

 

Dott. Orazio Genovese

Kiwanis di Gela

 

Rocco Pardo

Concommercio di Gela

 

 

Nave restaurata torna dopo 5 anni ma il museo non è ancora iniziato

(La Sicilia – domenica 3 gennaio 2010)

 

Gela. Ci vuole meno tempo in Gran Bretagna a restaurare con tecniche complicatissime i legni di una nave del VI secolo a.C. che in Sicilia a realizzare un edificio prefabbricato in area archeologica per ospitare il prezioso relitto. E' la storia della nave greco arcaica scoperta a Gela nel 1988. Nel novembre del 2004 alcuni dei legni della nave greca sono stati recuperati dal mare e spediti dalla Soprintendenza di Caltanissetta presso il laboratorio Mary Rose Archeological Services di Portsmouth in Gran Bretagna, un'istituzione internazionale presieduta dal principe Carlo d'Inghilterra. Per restaurare i legni di servono cinque anni di tempo perché vanno immersi in enormi vasche, in un liquido denominato Peg (polietilenglicole): la metodologia applicata consiste nella graduale sostituzione dell'acqua contenuta all'interno della struttura microscopica del legno, con le molecole del polimero. A questo punto può essere esposto in ambienti con adeguata temperatura. Nel 2004 si disse che quei 5 anni sarebbero serviti a creare il museo della navigazione a Bosco Littorio, l'area archeologica che sorge di fronte al luogo in cui il relitto si arenò. I fondi - 5 miliardi di lire - c'erano. Li aveva destinati nel 2000 - traendoli dagli introiti del lotto - un assessore regionale gelese in carica Salvatore Morinello. Ma in tempi della burocrazia nei vanti enti di Sicilia sono lenti. I primi legni delle navi sono ritornati restaurati in Sicilia, chiusi ermeticamente in casse lignee che non si possono aprire perchè non esiste ancora il museo per esporli insieme al carico della nave. Il popolo di Facebook diffusasi la voce del ritorno di parte della nave (le casse giunte dall'Inghilterra si trovano a Caltanissetta) ha protestato ed aperto un gruppo. Gela reclama la sua nave unica al mondo ed il suo museo. L'iter del museo è stato costellato da lentezze per le varie autorizzazioni e l' anno scorso solo l'intervento in extremis di deputati locali ha scongiurato la beffa: le somme stavano per essere stornate altrove dal governo regionale. Per il solo incarico della valutazione di impatto ambientale del museo ci sono voluti 4 mesi. E ora? Pare che sia tutto pronto. O quasi. «Aspetto che mi si autorizzi una perizia - dice il soprintendente di Caltanissetta Rosalba Panvini - noi siamo pronti a farlo questo museo. Ho chiesto anche fondi per la vigilanza. Se me li danno sposto le cassette con i legni a Gela. Altro non posso fare».

Maria Concetta Goldini

 

PRIME CONSIDERAZIONI

Cari amici consentitemi di dire la mia sulla nave greca di Gela. La scoperta risale al 1988 e da allora ad oggi sono passati ben 22 anni. Ed è proprio questa prima considerazione che ci chiarisce molto sull'intervento della Soprintednenza di Caltanissetta che è stato tardivo di ben 12 anni in più rispetto alla media dei recuperi che è di 10 anni. Non solo ma è stata anche assai tardiva per il progetto del museo della nave in quanto già ci doveva pensare all'atto del primo recupero (ottobre 2003) di parte della nave: finanziamento e politici permettendo, il museo nonostante ciò per anni resterà sulla carta e quindi i legni rientrati dall'Inghilterra resteranno a Caltanissetta così come è accaduto per i reperti del museo gelese trasferiti lì a iosa. La cosa peggiore che si collega a tutto ciò è che è mancata da parte della Soprintendenza di Caltanissetta (si esclude il periodo diretto da Lo Iacono) la politica del turismo archeologico che non sa nemmeno dove sta di casa (mettiamoci pure i politici locali) e i dati dell'Osservatorio turistico regionale ne danno una triste conferma: la provincia di Caltanissetta è all'ultimo posto delle nove province siciliane (http://www.regione.sicilia.it/TURISMO/Web_turismo/dipartimento/risorse/studi_ricerche.asp

 

 

Non ci facciamo illusioni, ci vuole un intervervento risoluto da parte di tutti quelli a cui stanno a cuore i beni culturali di Gela confortato dalla presa di posizione dei NOSTRI politici. Una cosa importante da fare intanto è quella di far ruotare le dirigenze delle soprintendenze e far spezzare il legame con i politici che spesso sono causa della permanenza nell’istituzione di persone che fanno prevalere gli interessi propri e della parte politica che li sostiene a discapito di una città e a conforto di qualche altra. Comunque sia, cerchiamo un po' di capire come bisogna muoversi. L'arch. Salinitro e lo scrivente, come Archeoclub, faranno pervenire quanto prima una serie di domande agli interessati per vedere il tipo di risposte, dopo di ciò si vedrà che comportamenti assumere e quali iniziative dovranno intraprendersi. Stiamo all'erta e pensiamo a tutte le soluzioni per far tornare i legni della nave al Museo di Gela o a Bosco Littorio dove, peraltro, sono sempre stati conservati. Per chiudere vorrei tranqillizzare quanti chiedono misure di protezione per i reperti della nave a Gela: nel museo non ci sono problemi mentre per Bosco Littorio c'è già una impresa che installerebbe un ottimo sistema di allarme. E se il Comune o la Provincia pensassero a far intervenire dei custodi a Bosco Littorio non ci sarebberi più alibi per nessuno per far rientrare il relitto a Gela.

 

ARCHEOCLUB D'ITALIA - SEDE DI GELA

 

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